Son passate due settimane, ora locale, e solo oggi mi accorgo di tante cose.
Di cose che non volevo e non ci sono, di cose che avrei voluto e ci sono.
Tra le squisite e inspiegabili assenze al primo posto metto senza dubbio la totale mancanza di mosche. No flies in manhattan, se non in aree piccole e ben localizzate dove hanno saputo adattarsi all'ambiente: le trovi a Chinatown dove sono pure belle grosse e fastidiose, ci sono ancora sulla 5th strada, dove però vestono Prada e se non hai una carta oro ti lasciano in pace.
A seguire, seconda perchè non così inaspettata, è l'inesistenza di un qualsiasi programma televiso intelligente salvo i due o tre che publicizzano in tutto il mondo. Il più spietato, quello che ha saputo tenermi sveglio scatenando incoffessabili improperi, è un programma in cui la polizia prende una ragazzina di 14 anni, la trucca come una lasciva di 30, le crea un'utenza facebook in cui inserisce foto che per eufemismo definirei sensuali, aspettando che qualche depravato richieda l'amicizia. Dopo che in pochi secondi qualche migliaio dei suddetti si sono aggiunti postando commenti fin troppo poetici ecco che scatta la fase due: sparando nel mucchio vengono presi cinque o sei poverelli, inizia una chat in cui la ragazzina lascia immaginare l'inimmaginabile ( ma davvero l'inimmaginabile!!!) e conclude con un invito a casa sua, che è sola perchè i suoi genitori sono in vacanza. Ovviamente gli sbarbatelli, sfigati e brufolosi, dai 20 ai 35 anni, con grandi problemi di autostima, non vedono l'ora di trasformarsi in supermachi per una notte!
Ecco che arrivano a casa, sulla porta c'è scritto "entra + nome, sto finendo la doccia", con litri di bava e una velocità che nemmeno Bolt potrebbe concepire si gettano nell'ingresso dove 4 poliziotti, senza dire ne "a" ne "ma" gli sparano una bella taserata e gli arrestano per pedofilia ( il taser per chi non lo sapesse e non vuole vedere follie su youtube, è una pistola elettrica che oltre a farti perdere il cotrollo del corpo ha provocato quasi 200 "incidenti" negli ultimi anni).
Tra le cose che avrei voluto e che ci sono spicca invece la presenza di gruppi organizzati (COED) che fanno praticamente di tutto per far incontrare le persone. I più popolari e costosi sono naturalmente quelli che si prendono la briga di far accoppiare due persone fissando una serie di appuntamenti e, guardando anche loro la tv, verificando la compatibilità tra i soggetti. Poi ci sono gruppi per la pratica zen, per l'uncinetto, per il vivere sani e belli. Gruppi un pò per ogni cosa: per gli amanti dello sci e del pecorino sardo, per chi vuole le mosche in tutta manhattan e per chi non vuole che vestano Prada. Tra i migliaia di gruppi, a cui è inscritto almeno 1 Newyorker su 10, da vero italiano in cerca dell'onore perduto mi sono inscritto al gruppo di calcio con annesso megatorneo: dalle 7 del mattino alla luce artificiale. Già stanco dopo uno pseudo riscaldamento, ma gasato dalle scarpe nuove (si!!! proprio quelle da donna che non volevano vendermi nella puntata precedente...nel bronx quando bisogna vendere non si guarda al sesso!) decido di trascinarmi con tutta l'umidità addosso in quei pochi metri all'ombra, spacciando ai compagni quest'abile mossa come "senso della posizione". Insospettiti che al cambio di campo volessi cambiare fascia "per mescolare le carte" sono stato mandato in panchina a far da compagnia ai 39 gradi. Umiliazione, sostituito dall'unica riserva, pure donna. Giusto il tempo di recuperare una bottiglia e uno spilletto e il mio vodoo si è abbattuto sull'infame capitano. Distorsione e rientro dell'uomo ombra. Stavolta in mezzo al campo a dare spettacolo, con due gol che ci hanno dato il pareggio abbastanza simili a questi.
http://youtube.com/watch?v=z5KR_sGyNsQ&feature=related (con audio memorabile)
http://www.youtube.com/watch?v=RyzzJEWjdQo
lunedì 12 luglio 2010
sabato 3 luglio 2010
New York Saffron part 1: dall'arrivo al giorno prima di domani
Dopo l'unanime riconoscimento ottenuto dal blog sul viaggio in vietnam ( http://www.myvietlove.blogspot.com/ ), non ho saputo resistere alla tentazione di condividere con voi il frutto del peccato.
Prefazione e conclusione: non parlerò d'arte, di studio visit, di mostre, conoscenze etc. quello solo attraverso apposite richieste profumatamente pagate (sono già Newyorkese!)
NYZ, già lo sò, sarà un blog confuso e un pò cardiopatico, sgrammatico certamente, senza capo ne coda, magari a griglie, come le strade della città o le scottature sugli hamburgher. Centopercento umorale, almeno fino a domani informale e un pò ciarlatano.
Cosa ci azzecca NY con lo Z? Molto, se presi dalla jet leg girovagate di notte e, percorrendo all'opposto le scale d'emergenza di un qualsiasi grattacielo, necessariamente alto, possibilmente gradevole, vi trovate ad avere una panoramica sedicinoni di Manhattan. Noterete facilmente migliaia di pistilli gialli, riversarsi nelle strade seguendo un moto caotico ma preciso, i taxi Newyorkesi sono perfetti per un risotto alla milanese.
Significa molto anche se, partendo con l'idea di spendere il meno possibile, o perlomeno di spendere il più possibile altrove, vi recate a fare la spesa e investite pochi dollari in quei due o tre miseri piatti che facilmente tutti sanno cucinare: pasta e riso. Per la pasta è facile: basta una scatola di barilla e un sugo prefatto di qualsiasi marca si spacci per italiana e il gioco è fatto. Per il riso no, è più complicato, ma per me cucinare il riso giallo è come per Ferran Adrià fare cucina con l'azoto: un segno di riconoscimento. E allora vai: sale...salt...no ho sbagliato: sale grosso ( grande segreto)... ma come si dice sale grosso? sea salt, lo ricordavo! mi avevano già fregato tre anni fa. Cipolle...onions...facile, riso...rice, non si può sbagliare (ma perchè diamine la confezione nasconde sempre il prodotto?). Parmiggiano Reggiano, olio...c'è tutto. Mi dirigo alla cassa. No, dimenticavo manca il componente essenziale. Lo zafferano. Cavolo ma come si dice? Non mi illudo di certo di trovare il "leprotto" per distacco il migliore esistente in Italia. Provo a cercarlo tra le 600 presunte spezie di questo enorme supermarket, ma non lo trovo, provo a farmi bastare qualcosa di giallo ma conoscendo gli americani temo che sia un trucco ottico per vendere più viagra. Devo chiedere.
"Excuse me sir! I am looking for..for.. maybe zaphir... or ...zaphirean?"
"What?" (ouch!)
"I am searching for the ingredient that makes the rice yellow" (ora mi rifila il viagra!)
"you don't EVEN know the name?" (con aria disgustata)
"I dont' know... in Italy is Zafferano" (impara qualcosa anche tu brutto stronzo!)
"I can't help you".
New York Saffron.
I grattacieli di New York sono dei fantastici ombrelli per il sole e dei fastidiosi nemici per le ombre cinesi; per me che sono biancolentigginoso e mi scotto subito sono una goduria infinita, tanto da farmi inveire, durante quegli spostamenti tra il fuoco incrociato e il cielo aperto, contro la famosa Zoning law, una legge emanata nel 1916 sotto la pressione della lobby di produttori di creme solari, che obbligava i grattacieli a far arretrare i piani più alti per non togliere sole all'edificio difronte, trasformando così le altezze di New York in una scalinata di pieni e vuoti, in un prototipo perfetto di Gotham City, o viceversa.
Letture consigliate: Rem Koolas - Delirious New York. Gianni Canova: L'alieno e il pipistrello
A New York, questo si l'ho capito subito, si mescolano migliaia di fattori ma gira e rigira, apparenza su apparenza, due sono fondamentali: quanti soldi hai e di che razza sei. Perchè anche la democrazia può essere razzista o forse perchè NY non può essere democratica. Non lo è nemmeno nel grattacielo, che per farcelo stare tutto l'immagine non è mai orizzontale. Così, se a questo si unisce un gusto sadico per la competizione, si ottengono due enormi variabili di base. Se sei super ricco giochi a farlo più alto. Se sei super povero ( e magari nero) giochi a chi l'ha più lungo.
Prefazione e conclusione: non parlerò d'arte, di studio visit, di mostre, conoscenze etc. quello solo attraverso apposite richieste profumatamente pagate (sono già Newyorkese!)
NYZ, già lo sò, sarà un blog confuso e un pò cardiopatico, sgrammatico certamente, senza capo ne coda, magari a griglie, come le strade della città o le scottature sugli hamburgher. Centopercento umorale, almeno fino a domani informale e un pò ciarlatano.
Cosa ci azzecca NY con lo Z? Molto, se presi dalla jet leg girovagate di notte e, percorrendo all'opposto le scale d'emergenza di un qualsiasi grattacielo, necessariamente alto, possibilmente gradevole, vi trovate ad avere una panoramica sedicinoni di Manhattan. Noterete facilmente migliaia di pistilli gialli, riversarsi nelle strade seguendo un moto caotico ma preciso, i taxi Newyorkesi sono perfetti per un risotto alla milanese.
Significa molto anche se, partendo con l'idea di spendere il meno possibile, o perlomeno di spendere il più possibile altrove, vi recate a fare la spesa e investite pochi dollari in quei due o tre miseri piatti che facilmente tutti sanno cucinare: pasta e riso. Per la pasta è facile: basta una scatola di barilla e un sugo prefatto di qualsiasi marca si spacci per italiana e il gioco è fatto. Per il riso no, è più complicato, ma per me cucinare il riso giallo è come per Ferran Adrià fare cucina con l'azoto: un segno di riconoscimento. E allora vai: sale...salt...no ho sbagliato: sale grosso ( grande segreto)... ma come si dice sale grosso? sea salt, lo ricordavo! mi avevano già fregato tre anni fa. Cipolle...onions...facile, riso...rice, non si può sbagliare (ma perchè diamine la confezione nasconde sempre il prodotto?). Parmiggiano Reggiano, olio...c'è tutto. Mi dirigo alla cassa. No, dimenticavo manca il componente essenziale. Lo zafferano. Cavolo ma come si dice? Non mi illudo di certo di trovare il "leprotto" per distacco il migliore esistente in Italia. Provo a cercarlo tra le 600 presunte spezie di questo enorme supermarket, ma non lo trovo, provo a farmi bastare qualcosa di giallo ma conoscendo gli americani temo che sia un trucco ottico per vendere più viagra. Devo chiedere.
"Excuse me sir! I am looking for..for.. maybe zaphir... or ...zaphirean?"
"What?" (ouch!)
"I am searching for the ingredient that makes the rice yellow" (ora mi rifila il viagra!)
"you don't EVEN know the name?" (con aria disgustata)
"I dont' know... in Italy is Zafferano" (impara qualcosa anche tu brutto stronzo!)
"I can't help you".
New York Saffron.
I grattacieli di New York sono dei fantastici ombrelli per il sole e dei fastidiosi nemici per le ombre cinesi; per me che sono biancolentigginoso e mi scotto subito sono una goduria infinita, tanto da farmi inveire, durante quegli spostamenti tra il fuoco incrociato e il cielo aperto, contro la famosa Zoning law, una legge emanata nel 1916 sotto la pressione della lobby di produttori di creme solari, che obbligava i grattacieli a far arretrare i piani più alti per non togliere sole all'edificio difronte, trasformando così le altezze di New York in una scalinata di pieni e vuoti, in un prototipo perfetto di Gotham City, o viceversa.
Letture consigliate: Rem Koolas - Delirious New York. Gianni Canova: L'alieno e il pipistrello
A New York, questo si l'ho capito subito, si mescolano migliaia di fattori ma gira e rigira, apparenza su apparenza, due sono fondamentali: quanti soldi hai e di che razza sei. Perchè anche la democrazia può essere razzista o forse perchè NY non può essere democratica. Non lo è nemmeno nel grattacielo, che per farcelo stare tutto l'immagine non è mai orizzontale. Così, se a questo si unisce un gusto sadico per la competizione, si ottengono due enormi variabili di base. Se sei super ricco giochi a farlo più alto. Se sei super povero ( e magari nero) giochi a chi l'ha più lungo.
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